I campionati mondiali di Tennistavolo 2019 raccontati da Alfonso Melis

7. Campionati Ping Pong

I campionati mondiali di Tennistavolo del 2019 si sono svolti a Budapest e sono stati caratterizzati da colpi di scena che rimarranno a lungo impressi nella mente. L’esperto di tennistavolo di Rews.it, Alfonso Melis, ricorda che le World Table Tennis Championships furono organizzate per la prima volta nel 1959. Così come nelle precedenti edizioni, anche per l’edizione del 2019 è stata la Cina, come potevamo aspettarci, a primeggiare su tutti i fronti con risultati eccezionali.

I risultati degli atleti azzurri

Tra gli italiani partecipanti a questa edizione ci sono i campioni Cecchini, Conti, Lorenzetti, Fuser e Moretti. Di questi la Moretti ha superato le qualificazioni dei gironi a quattro sia per l’individuale che per il doppio. Proprio con il gioco a due la coppia Bartolommei-Moretti si è classificata ai sedicesimi con un risultato di tre set a zero schiacciante, subito ribaltato nel match successivo contro Isik-Collier. Anche la gara individuale, con qualche colpo di scena interessante, si è fermata agli ottavi, dopo il quinto turno.

Quando a fare la differenza è la “saggezza”

Tranne che per la Moretti, storica partecipante e regina del tennistavolo, gli altri partecipanti si sono trovati alla loro prima presenza al torneo internazionale. Dall’analisi di Alfonso Melis, questo potrebbe in un certo senso, averli fatti sentire un po’ disorientati. Lo si deve anche al fatto che, il Tennistavolo sia uno sport che si può praticare anche in età “atleticamente avanzata”, quindi gli atleti che arrivano nelle competizioni internazionali spesso possono non avere una forma fisica perfetta.

Se nel calcio al di sopra dei trent’anni si inizia a pensare al ritiro, nel tennistavolo è possibile proseguire finché il fisico lo consente, acquisendo maggiore dimestichezza e sangue freddo. Queste sono componenti fondamentali per esser un campione di tennistavolo, vista la velocità con cui si consumano i match.  Lo abbiamo visto nelle performance della Moretti che è una campionessa di alto ranking e che ha domato la scena con saggezza e sapienza.

Trionfo cinese, come da tradizione

Il trionfo cinese lo si deve alla particolare diffusione che questo sport olimpico gode nella tradizione. Come molti appassionati hanno notato, il clima era sì festante ma i tifosi italiani presenti sono stati davvero pochi e gli spalti erano per lo più gremiti di entusiaste tifoserie orientali. Forse non tutti sanno che sotto l’egida di Mao Tse Tung, durante gli anni cinquanta del novecento, il “ping pong” fu dichiarato sport nazionale cinese e che da allora, la prima medaglia d’oro alle olimpiadi fu indossata al collo di Rong Guotuan, atleta cinese, per l’appunto. Il ping pong è uno sport non proprio recente che nasce nel 1884 e che si annovera tra le discipline olimpioniche. Richiede una ottima preparazione psico-fisica perché è uno sport veloce a cui si risponde solo con il sangue freddo ed i riflessi pronti. Anche se con un bottino povero, tuttavia, il risultato azzurro è stato ricco di emozioni e soddisfazioni, nonché da sprono per performance migliori al prossimo appuntamento mondiale.

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