Stati Uniti, nuovi buoni dati sul mercato del lavoro

Come da attese, anche nel mese di febbraio è stato dato alle stampe un employment report piuttosto positivo e dai connotati discretamente solidi. In particolare, gli occupati non agricoli sono cresciuti di 235 mila unità, oltre il consenso fermo a quota 200 mila unità, mentre i dati dei due mesi precedenti sono stati rivisti complessivamente di +9 mila unità.

Peraltro, l’andamento positivo sembra riguardare tutti i principali settori dell’economia a stelle e strisce, visto e considerato che gli occupati nel manifatturiero crescono di 28 mila unità, quelli delle costruzioni di 58 mila, quelli dei servizi privati di 132 mila unità, quelli del settore pubblico di 8 mila unità.

Tra gli altri dati più interessanti, rileviamo anche come la forza lavoro rimbalza, con un aumento di 340 mila unità e con una media a 3 mesi di 200 mila unità. Cresce leggermente il tasso di partecipazione, passando da 62,9 per cento a 63 per cento, raggiungendo così il massimo da marzo 2016.

A proposito di percentuali, cala il tasso di disoccupazione di 1 decimo a 4,7 per cento, con la disoccupazione allargata a occupati part-time per motivi economici e individui scoraggiati e marginalmente attaccati alla forza lavoro che scende al 9,2 per cento da 9,4 per cento, tornando così sul livello di dicembre 2016.

Infine, rammentiamo come le ore lavorate siano rimaste invariate e puntano ora a un dato debole di produzione industriale. I salari orari rimangono inoltre su un sentiero molto moderato, con un incremento di 0,2 per cento mese su mese e con una modesta revisione verso l’alto per gennaio (a 0,2 per cento mese su mese da 0,1 per cento su base mensile), nonostante l’entrata in vigore di aumenti del salario minimo in molti stati a inizio 2017.

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