Cereali: cosa sono, come possono essere lavorati e come si conservano

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Per cereali si intendono tutte quelle graminacee che producono semi farinosi, ricchi di amido e soprattutto commestibili. Grano, avena, orzo e farro sono validi esempi, con i quali è possibile dare origine ad alimenti più elaborati, come il pane e la pasta. Verrà facile quindi dedurre che queste graminacee sono fondamentali per l’alimentazione di gran parte delle popolazioni presenti sulla faccia della terra. Grazie ad esse inoltre è possibile fare un carico di carboidrati, vitamine del complesso B, minerali ed anche una piccola quantità di proteine. I cereali integrali sono addirittura delle importanti fonti di fibre alimentari, con funzione nutritiva e soprattutto energetica.

Come vengono lavorati i cereali?

I cereali, un tempo lavorati manualmente o attraverso l’utilizzo di macchinari in pietra, nei tempi attuali vengono trasformati grazie ad attrezzi di vario tipo, come ad esempio la schiacciatrice per cereali o i molini a martelli. La prima non è altro che un macchinario utile a rendere i cereali più assimilabili e digeribili, in quanto ha funzione di sbriciolare ogni seme (o chicco) fino a renderlo quasi polvere. Molti modelli elettrici inoltre consentono di regolare la potenza della schiacciatura, così da poter generare dei composti adatti per la produzione di alimenti per animali. La lavorazione avviene solitamente grazie a dei rulli elicoidali, che velocizzano la trasformazione di qualsiasi tipo di cereale senza alterare l’apporto nutrizionale dell’alimento stesso. I molini a martelli invece vengono usati per ridurre le dimensioni delle particelle durante la macinazione. Il loro lavoro avviene attraverso un albero centrale che muove dei martelli verticali, che premono verso il basso tutto ciò che trovano nella sezione di raccolta.

Come si conservano i cereali?

I cereali e tutti i loro derivati devono essere sempre conservati (e quindi anche confezionati) in contenitori ben chiusi, in luoghi dove la temperatura non risulti superiore ai 15°C. Anche l’umidità deve essere evitata, così da scongiurare casi di muffe e nascita di batteri all’interno degli alimenti. Nel caso di pasta fresca invece, è necessario ricorrere a temperature basse, optando addirittura se necessario per la refrigerazione, il surgelamento o il congelamento. Iter diverso invece per i prodotti da forno, che nella maggior parte dei casi contengono additivi chimici con funzione antimicrobica e conservante. Verrà da se dedurre quindi che le aziende produttrici di cereali e alimenti derivati devono rispondere a delle regole in materia molto rigide, così che mettano in distribuzione solo articoli di qualità e non nocivi per la salute.

Curiosità sui cereali

Sebbene ai cereali vengano sempre collegate le farine e altri prodotti solidi, sarà curioso sapere che essi oltre a servire per la produzione di pane e pasta sono necessari anche per la creazione di bevande alcoliche come il whiskey e la birra (a seguito della fermentazione), oppure la vodka, il bourbon americano o il sakè giapponese. Altra informazione utile da sapere è che esistono alcuni alimenti che vengono erroneamente spacciati come cereali, come ad esempio la quinoa, il grano saraceno e l’amaranto.

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