L’importanza della vitamine

vitamineAlcune vitamine sono dette liposolubili, perché sono solubili solamente nelle sostanze grasse, e, a differenza di quelle idrosolubili, esse tendono ad accumularsi nei tessuti, causando stati di ipervitaminosi se assunte in dosi eccessive. E il caso, ad esempio della vitamina A ed E che, all’approssimarsi dell’estate si è tentati di assumere senza una corretta valutazione del proprio fabbisogno, credendo di favorire una migliore forma fisica. La vitamina A (axeroftolo) sembra non esistere in natura allo stato puro: viene infatti trasformata dal betacarotene, o protovitamina A, per opera del fegato.

È preziosa perché conserva l’integrità della pelle e del rivestimento delle vie respiratorie e del tratto intestinale. Una forma di vitamina A, l’acido retinoico, è usata in cosmesi come antirughe. Preziosa alleata degli occhi, è necessaria per una migliore visione notturna; indispensabile per lo sviluppo delle cellule e quindi per la normale crescita corporea, è utilizzata dal sistema immunitario; essa può inibire le sostanze cancerogene e, per le sue proprietà antiossidanti, è capace di impedire la carcinogenesi. La vitamina A e il betacarotene (che l’organismo converte in vitamina A) dovrebbero raggiungere, idealmente, nella dieta almeno 25.000 U.L che rappresentano 7,5 mg, oppure 15 mg di betacarotene: 1 U.I.(unità intemazionale) corrisponde a 0,3 mcg di vit. A e a 0,6 mcg. di betacarotene.

Le fonti di vitamina A sono: crusca, frumento, fiocchi di mais, farina di mais, mais, pasta di grano integrale, formaggio brie, camembert, cheddar, roquefort, uova, latte, pesce bianco, salmone, passera di mare, albicocche, avocado, melone, mango, arancia, pesca, cocomero, prugne secche, fegato di manzo, burro, margarina, olio di fegato di merluzzo, asparagi, piselli, broccoli, cavolini di Bruxelles, carote, indivia, lattuga, prezzemolo, piselli, semi di soia, spinaci, pomodoro. La vitamina D è necessaria per fissare il calcio nelle ossa, per assicurare una loro crescita regolare e per prevenire il rachitismo; per tale ragione è conosciuta come antirachitica.

La vitamina D (ergocalciferolo) è presente nei vegetali per irradiazione ultravioletta, mentre la vitamina D (colecalcif croio) è di origine animale. L’organismo ricava la vitamina naturale D dall’esposizione ai raggi solari e attraverso l’assorbimento intestinale: senza questa vitamina le ossa lunghe si curvano e si determina uno stato di decalcificazione. Un tempo si ricorreva all’olio di fegato di merluzzo, ricco di vitamina naturale, ma dal forte sapore non sempre gradito. La dose giornaliera è di 510 mcg. per i bambini e di 5 mcg. per gli adulti. Essendo smaltita molto lentamente, un’eccessiva assunzione risulta tossica, provocando danni renali e un’ossificazione anomala delle ossa.
Le fonti sono: pesce, uova, fegato, burro, latte. La vitamina E (tocoferolo) esercita una potente azione antiossidante; distrugge le sostanze cancerogene; è di aiuto nella cura delle displasie della mammella. Un tempo veniva detta anche “la vitamina a caccia di una malattia” perché si riteneva che svolgesse un’azione protettiva nei confronti dell’organismo. E la presenza di vit. E la ragione per cui gli oli vegetali sono più resistenti all’irrancidimento di quelli animali. La sua azione viene potenziata dal selenio. Ancor oggi non si sa molto sui danni che possono derivare da una sua carenza. SÌ è calcolato che la dose giornaliera è di 1020 U.I. Fonti particolarmente ricche sono: uova, cereali integrali, oli di origine vegetale, soprattutto quello di germe di grano.

La vitamina K ha un ruolo importante nel sistema di coagulazione del sangue; è carente negli alcoolizzati. La vitamina K, è presente nei vegetali: spinaci, cavoli e pomodori, la vit. K viene sintetizzata invece dalla flora intestinale. È una vitamina che risente dell’influenza delle cure a base di antibiotici o dei sulfamidici, nemici di questi nostri preziosi alleati. Se non si è instaurato un difettoso assorbimento intestinale, tuttavia, difficilmente può verificarsi una sua carenza.

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