4 tipologie di ristorazione

osteria ciboLa ristorazione italiana è molto varia e stratificata; negli ultimi decenni – a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso – ha iniziato a subire l’influenza della cucina straniera. L’offerta culinaria nelle città e nei centri di provincia si è arricchita di ristoranti e locali tematici, dominati dalla cucina etnica. In origine furono i cinesi, i primi stranieri a credere nella ristorazione come mezzo di arricchimento economico e culturale. La sfida per questi era molto complicata, ma il modello ha funzionato. Sulla scia di questi sono sorti i primi locali a base di cucina marocchina, libanese, messicana, argentina, egiziana.

In Italia sono molto diffuse 4 tipologie di ristorazione, che offrono diversi tipi di menu e che si concentrano su determinati aspetti per avere successo. All’estero queste forme vengono scambiate per un ristorante etnico di tipo italiano, anche se è frequente l’abuso dell’aggettivo italiano al solo scopo di ingannare il consumatore.

L’osteria: il famoso conto senza l’oste.

L’osteria si contraddistingue per aver come elemento principale dell’offerta il vino. Tuttavia, la cultura culinaria italiana non prevede la degustazione del vino separata dal cibo, per cui l’oste spesso offre degli stuzzichini e degli spuntini a base di salumi e cucina tipica del posto. Il nome stesso denota il carattere fortemente ospitale del servizio, fatto alla buona, nel quale l’atmosfera conviviale e di amicizia trionfa sulla raffinatezza del servizio. Eppure ci sono osterie di altissimo livello nelle quali si serve vino di alta qualità, accompagnato da salumi e formaggi notevoli, che conferiscono alla degustazione una certa robustezza.

La trattoria. Un’esperienza unica nel suo genere.

Se mai vi dovesse capitare di entrare nella cucina di una trattoria vi renderete conto che non ci sono macchine alimentari raffinate, come quelle in vendita su mastrocucine.it – tutt’altro. In trattoria il concetto di alla buona e casereccio si estende al cibo. La sala è spartana o comunque negli arredi richiama molto una cucina di casa, con le classiche tovaglie a quadri e le sedie in legno. L’atmosfera delle sale è vagamente country, la cucina è regionale, locale, di altissima qualità sia per la freschezza degli ingredienti, sia per la scelta del menu. La trattoria ruba l’occhio coi sapori, non certo con gli arredi. Andando a mangiare in quelle più rinomate ci aspettiamo un prezzo sicuramente alto, ma accompagnato da buon vino e porzioni abbondanti.

La pizzeria, il made in Italy da esportazione.

In Italia ci sono migliaia di pizzerie, anche in un centro di 3000 abitanti se ne possono contare 3 o 4. La pizza è il piatto italiano più famoso al mondo, imitato e preparato ovunque, tanto da divenire una sorta di marchio commerciale. Essa è contraddistinta dalla preparazione di pizze e calzoni, non altro. Alcuni ristoranti servono la pizza e questa si può trovare anche nei panifici, nelle rosticcerie e nelle pizzerie al taglio. Le preparazioni esotiche vanno a braccetto con le pizze tradizionali: la margherita, la quattro stagioni, la completa.

L’agriturismo, una nuova formula.

L’abbandono progressivo della campagna ha fatto perdere le tracce di una cucina immediata, che va dal raccolto o dalla macellazione alla tavola. In provincia, dove risiedono la maggior parte degli italiani, l’agriturismo è una sorta di riscoperta del mondo agricolo, come la trattoria. Un agriturismo, lo suggerisce il nome, si offre come un anello di congiunzione tra esplorazione della natura e offerta culinaria. I prodotti utilizzati per i piatti sono preparati in loco o comunque nella zona: vino, olio di oliva, salumi, carni, verdure e frutti provengono dal podere dove insiste la cultura. Non tutti i proprietari osservano alla lettera queste raccomandazioni, tanto che l’agriturismo è un fenomeno che sta conoscendo una sorta di snaturamento della sua funzione sociale e ricettiva. Ma ci sono decine di strutture in ogni regione che vale la pena visitare

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